Conoscere le tecniche del Meteo per le previsioni del tempo

Imparare a conoscere le tecniche di previsione del tempo

Quando si parla di previsioni del tempo, spesso non si pensa all’aspetto matematico e tecnologico che sta dietro a questa scienza, ma solo al risultato, che permette di comprendere come organizzare un fine settimana o una giornata di lavoro.

Oggi, infatti, parlare di Meteo non significa scrutare le nubi all’orizzonte per prevedere eventuali piogge in arrivo, ma significa raccogliere ed elaborare dati dalle diverse stazioni meteorologiche situate in giro per il mondo, dai palloni sonda e dai satelliti per creare mappe e modelli matematici per una previsione sempre più sicura.

Ad oggi, le tecniche di previsione più utilizzate sono quelle classiche (ossia misure barometriche, termometriche, igrometriche e pluviometriche), quelle che seguono la legge della persistenza e quelle che seguono i diversi modelli numerici.

Le tecniche classiche

I primi strumenti per la misura dei parametri atmosferici messi a punto dall’uomo, ossia il barometro, il termometro, l’igrometro e il pluviometro sono gli stessi che si utilizzano ancora oggi.

Questi strumenti permettono di comprendere i cambiamenti di pressione, temperatura ed umidità e di misurare l’intensità delle precipitazioni e sono fondamentali perché le variazioni di tali parametri danno informazioni sull’evolversi delle condizioni atmosferiche.

Cambi intensi di pressione, ad esempio, indicano un’importante variazione delle condizioni meteo a seconda che la pressione aumenti (bel tempo) o diminuisca (possibilità di precipitazioni).

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La legge della persistenza

Nonostante le moderne tecnologie, il Meteo fa ancora uso di leggi empiriche come, appunto, la legge della persistenza. Si tratta di una tecnica di previsione che utilizza le condizioni atmosferiche di un giorno per poter prevedere quelle del giorno successivo. La legge di persistenza trova valide applicazioni per previsioni a breve termine e in aree geografiche ben definite, solitamente di estensione limitata.

Meno affidabile sulle previsioni a lungo termine, la legge della persistenza può essere sostituita dalla legge della compensazione, che si basa sui dati statistici dei vari parametri atmosferici per definire il meteo a lungo termine.

I modelli matematici o numerici

Tra le tecniche più utilizzate per le previsioni meteo ci sono quelle dei modelli matematici. Si tratta di modelli numerici che vengono elaborati sulla base degli innumerevoli dati ricavati dalle stazioni meteorologiche, dai radar, dalle sonde e dai satelliti.

Dato l’elevato numero di informazioni che si possono ottenere sui parametri atmosferici, a differenti altezze e in differenti aree geografiche, si può immaginare che i matematici hanno potuto elaborare moltissimi modelli numerici, che si adottano nei differenti casi.

Si possono infatti elaborare modelli matematici per le previsioni a breve, medio e lungo termine, modelli che funzionano alla perfezione per una determinata area geografica ma che non offrono completa affidabilità se applicati ad aree differenti, modelli che tengono in considerazione solo alcuni parametri e modelli che, invece, considerano tutti i parametri atmosferici.

Sta all’uomo, a seconda delle proprie conoscenze ed esperienze, scegliere il modello che maggiormente permette di ottenere previsioni meteo affidabili. In Europa, ad esempio, il modello maggiormente utilizzato è quello a medio termine definito dall’ECMWF (European Center Medium Weather Forecast).

Fonte: meteo.sky.it